Che poi a tutta quella storia del bioritmo, quelle curve sinusoidali che dovrebbero regolarci la vita, a tutta quella storia, io non ci avevo mai creduto.
Ora lei mi sedeva davanti, come tutte le mattine, ignara delle mie attenzioni e cosi tremendamente bella, fasciata di un abito a fiori, immersa nel suo libro di poesie francesi.
Io, che il francese non l’ho voluto studiare neanche a scuola, la guardavo come si guarda una creatura di un altro universo, perché sicuramente da li arrivava.