1nc1p1t , (111+) Libri mai scritti

Incipit raccoglie inizi di racconti, storie, aneddoti e favole di libri mai scritti.
Lo scopo è quello di raggiungere almeno i 111 incipit. siete tutti invitati a mettere nei commenti il TITOLO che dareste al libro.
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Che poi a tutta quella storia del bioritmo, quelle curve sinusoidali che dovrebbero regolarci la vita, a tutta quella storia, io non ci avevo mai creduto.
Ora lei mi sedeva davanti, come tutte le mattine, ignara delle mie attenzioni e cosi tremendamente bella, fasciata di un abito a fiori, immersa nel suo libro di poesie francesi.
Io, che il francese non l’ho voluto studiare neanche a scuola, la guardavo come si guarda una creatura di un altro universo, perché sicuramente da li arrivava.

Antonia finì in fretta la sua cena, anche se una mozzarella, tre pomodorini ed una fetta di pane non si può propriamente chiamare cena. Allineo le posate a lato del piatto, come faceva sempre, e si allungò sulla sedia, distendendo le gambe e portando la testa leggermente all’indietro, nella tipica posa di chi ha appena finito un abbuffata. Davanti a lei, un triste muro di piccole mattonelle rosse, erede e testimone di un edilizia popolare che non c’e più. Milano lei l’aveva sempre odiata, anche prima di andarci a vivere e lavorare, ed ora ancora di più, prigioniera di una città che odia i suoi abitanti, che fa di tutto per farli andare via, ma che alla fine attira verso di se e, inesorabilmente, inghiotte. 

Anna lavora in televisione. Una piccola emittente, di quelle locali, con pochi mezzi e tanta improvvisazione. Ma ad Anna piace, è il suo piccolo sogno di bambina realizzato, l’essere entrata nella scatola magica, come una piccola Alice nel paese delle meraviglie. Conduce un programma tutto suo, ed è felice. Anna è sola, ha sacrificato i suoi migliori anni per lo studio e per arrivare li, dall’altra parte dello schermo; ce l’ha fatta, ma ha perso tutto quello che un giovane non dovrebbe tralasciare, la spensieratezza di un estate, il sorriso di un amica.

Marta adora il treno. Potersi affacciare su un mondo che scorre, la fuori, sempre uguale e sempre diverso, dà una magia particolare al treno. Un non-luogo dove il tempo perde forma e cede allo scorrere veloce dello spazio. Ecco, il treno stava partendo proprio adesso, e lei si metteva, al solito, a fissare le teste delle persone la sotto,sulla banchina; le facce, cercava di indovinarne i pensieri e le ansie, persone che si stavano allontanando e sarebbero diventate sempre più piccole e lontane, fino a scomparire.

Un altra mattina di corsa, il bimbo a scuola, il lavoro, il traffico, il viaggio a Parigi tutto ancora da preparare. Barbara era stanca di quella vita e a volte lo gridava anche , chiusa in macchina in mezzo al traffico, da sola, o nei luoghi piu impensati si lanciava in urli a squarciagola ,  pochi secondi, ma sufficienti a liberarsi di tutta la carica negativa che aveva in corpo. La mattina era appena cominciata, ma lei era gia stanca e stressata.